Raffaele Floris, Senza margini d’azzurro

Abbiamo soffocato anche gli odori
della cucina, la finestra ha un cielo
angusto contro i vetri, senza margini
d’azzurro, senza voci di ragazzi.
E noi, che abitavamo nei cortili
come briganti, dov’è il nostro cielo?
Dov’è il sapore della nostra vita?

(Da Senza margini d’azzurro, Puntoacapo 2019)

Camilla Ziglia, Questo vento

Questo vento
scheggia l’aria del lago
esplode dettagli
sferzate sugli occhi:

a palpebre serrate
la luce si fa strada nel respiro
e porta nel petto
il suo paesaggio.

(Da Rivelazioni d’acqua, Puntoacapo 2021)

Camilla Ziglia, Chi legge il mondo su assi cartesiani

Chi legge il mondo su assi cartesiani
trascura la diagonale della vela
smarrita nel fileggio,
che sbatte e si ritorce
inarca e si distende
libera

e tutta esposta al vento.

(Da Rivelazioni d’acqua, Puntoacapo 2021)

Fabia Ghenzovich, Lupa solitaria una donna

Lupa solitaria una donna
seduta sulla panchina nel parco
ha una pepsi nella mano
un sogno smarrito nel grembo
che potrebbe svelare un bambino
una risposta innocente
assoluta e stretta alla prima ferita
celata nel buio spinta nell’abisso
dietro una pupilla
a margine della luce altrimenti luce

(Da Totem, puntoacapo Editrice 2015)

Giulio Marchetti, Ognuno tra le mani stringe

Ognuno, tra le mani, stringe
una conchiglia, dove soffia
e custodisce la propria voce:
la parola è un segreto da non svelare.
Ci urtiamo senza toccarci, di notte
come se questo, delle cose,
fosse l’ordine naturale
come se ogni stella avesse
un cielo.

 

(Da Specchi Ciechi, puntoacapo 2020)

Giulio Marchetti, Liquido

Siamo qui, come sempre,
a scalfire il deserto
roccioso, il gambo
del fiore.
La vita si rovescia nell’imbuto.

 

(Da Specchi Ciechi, Puntoacapo 2020)

Raffaela Fazio, Mise an abîme

Se ogni ricordo
si specchia in un ricordo
come può il tempo
uscire da se stesso?
Vedo il mio occhio:
vorrebbe farsi mondo.
Ma il desiderio
ancora non si sporge
resta nel fondo
di una discesa interna
al suo cadere.
Credevo fossi un’altra
˗ diversi la frattura
il brivido l’abbraccio
diverso anche l’errore.
Eppure la distanza
è immaginaria
è prigioniera
di questa coincidenza
di frattali.
Uguale mentre cambia
il suo riflesso
mi chiama, si getta
nell’abisso.

 

(Da Tropaion, Puntoacapo Editrice 2020)

Gianfranco Vacca, Lega i polsi alle bandiere

Lega i polsi alle bandiere
ed il vento sarà fermo.
Ammanetta l’aria che le sventola
ed il drappo diventerà spento.
Svesti la nudità dell’angelo
ed il suo sesso dal velo
ed in ogni Raffaello
l’ascesi delle immagini
avrà desiderato la sensualità
che attuò il suo pennello.

 

(Da Se il silenzio se io ascolto, se i tamburi, Puntoacapo 2019)

Attilio Giannoni, Mother

Ma questa notte ti ho abbracciata
Perché piangevi
Per aver rotto gli occhiali.

Avevamo smarrita la strada
Come nei nostri giorni veri.

E sembrava d’averla ritrovata
Mentre ti consolavo
Versando un po’ d’acqua nel tuo bicchiere.

 

(Da Nella forma e nel respiro, Puntoacapo Editrice 2017)

Elena Cattaneo, La cuticola del seme

La cuticola del seme
si tende,
si gonfia,
esplode.
In quel momento di rottura
fragile
il nuovo germoglio si mostra.
Nella morte la vita si nutre.
Di sola vita si avvizzisce.

Ci si interroga sulla giusta
sopravvivenza.
Si pesa quanto cuore impacchettare per non perdersi
nel troppo offrire.

Non c’è peso, non esiste misura.
Non c’è un grado di putrescenza del sé.
Si muore calcati nella terra grassa,
senza sapere del domani, gli occhi bassi.

Il tenero germoglio verde ci mangia torturandoci le membra.
Non possiamo sapere il domani.
Acqua, vento, sole e neve.

Nel tempo percepiamo un fuscello di noi.

Basta quello.

(Da Il dolore un verso dopo, puntoacapo 2016)