Sonia Caporossi, Sono il figlio senza madre

sono il figlio senza madre, la testa senza volto
lanciata come un pacco oltre il vuoto siderale
l’ammanco di speranze, l’invito inascoltato
a ritardare l’attimo della separazione
il taglio dell’addome, lo squarcio all’ombelico
le viscere disiectae di questa esposizione
io sono il puer proiectus, un essere-gettato
la persistenza abulica di un segno marginale
tracciato sulla pelle in lingue sconosciute
parlate oltre la rete che portò via mia madre
io sono il figlio orfano, il nulla ingenerato
il pianto neonatale di un mostro inconsolabile
che esala svaporando nel fuoco dell’estate
per non turbare intorno il mondo in divenire
come alito di fiato sospeso nella sabbia
come ombra di una fiamma infiochita dall’errore

(Inedito)

Justin Curfman, Swallow me

I watched you bleed to death
Inside a cardboard box
And you trickled
And you fed your
Life to a pond

And your blood floated to the surface
In the shape of your face
And I fed it every word that I have
Ever had to say

If I could swim
Would you swallow me?

Ti ho vista sanguinare a morte
Dentro una scatola di cartone
Gocciolavi
E alimentavi uno stagno
con la tua vita

Il tuo sangue galleggiava in superficie
Nella forma del tuo viso
E l’ho nutrito con ogni singola parola
che abbia mai avuto da dire

Se sapessi nuotare
Mi inghiottiresti?

(Da Wound in wall, 2007, autoproduzione; traduzione di Sonia Caporossi)

Poesia Ultracontemporanea va in ferie

Poesia Ultracontemporanea chiude per un periodo di meritato riposo. Del resto il nostro motto è: una poesia al giorno, o quasi (sic!). Ma la poesia non finisce qui.

Per avvalorare il lavoro svolto finora, Vi invito a leggere, rileggere e commentare i testi finora pubblicati: gli autori, quasi tutti viventi, ne saranno felici.

Continuate a mandare i vostri lavori inediti o editi (comprensivi in tal caso di nota bibliografica) a criticaimpura@gmail.com per eventuale valutazione e selezione: le pubblicazioni ripartiranno dal Primo Settembre.

Buone vacanze ultracontemporanee a tutti!

Sonia Caporossi

Simon Le Bon, The Chauffeur

The Chauffeur

Out on the tar plains
The glides are moving
All looking for a new place to drive
You sit beside me
So newly charming
Sweating dew drops glisten fresh in your side
And the sun drips down bedding heavy behind
The front of your dress all shadowy lined
And the droning engine throbs in time with your beating heart


Way down the lane away
Living for another day
The aphids swarm up in the drifting haze
Swim seagull in the sky
Towards that hollow western Isle
My envied lady holds you fast in her gaze
And the sun drips down bedding heavy behind
The front of your dress all shadowy lined
And the droning engine throbs in time with your beating heart

Sing blue silver
And watching lovers part, I feel you smiling
What glass splinters lie so deep in your mind
To tear out from your eyes, with a thought to stiffen brooding lies
And I’ll only watch you leave me further behind
And the sun drips down bedding heavy behind
The front of your dress, all shadowy lined
And the droning engine throbs in time
With your beating heart
And the sun drips down bedding heavy behind
The front of your dress, all shadowy lined
And the droning engine throbs in time
With your beating heart
Sing blue silver
Sing, sing, blue silver


*
L’autista

Là fuori su distese d’asfalto
automobili scorrono
cercando nuove destinazioni
tu mi siedi accanto
sempre più affascinante
il tuo sudore, gocce di rugiada che barbagliano fresche sul tuo profilo
il sole scivola dietro spesse lenzuola
il davanti del tuo vestito è foderato d’ombra
e il ronzio del motore batte al ritmo del tuo cuore

laggiù lungo il viale
vivendo ancora un giorno
gli insetti sciamano nella foschia ondeggiante
Il gabbiano si libra in volo
verso quella vuota isola occidentale
la mia invidiata signora tiene lo sguardo fisso su di te
il sole scivola dietro spesse lenzuola
il davanti del tuo vestito è foderato d’ombra
e il ronzio del motore batte al ritmo del tuo cuore

Canta, argento blu
E mentre osservi gli amanti dividersi, percepisco il tuo sorriso
Schegge di vetro giacciono così a fondo nella tua mente
da esserti strappate dagli occhi, con un pensiero che irrigidisca rimuginati inganni
E resterò a guardarti mentre continuerai a distanziarmi

il sole scivola dietro spesse lenzuola
il davanti del tuo vestito è foderato d’ombra
e il ronzio del motore batte al ritmo del tuo cuore

il sole scivola dietro spesse lenzuola
il davanti del tuo vestito è foderato d’ombra
e il ronzio del motore batte al ritmo del tuo cuore
Canta argento blu
Canta, canta, argento blu

(traduzione di Sonia Caporossi)

Poesia Ultracontemporanea va in ferie

Poesia Ultracontemporanea chiude per un periodo di meritato riposo. Del resto il nostro motto è: una poesia al giorno, o quasi (sic!). Ma la poesia non finisce qui.

Per avvalorare il lavoro svolto finora, Vi invito a leggere, rileggere e commentare i testi finora pubblicati: gli autori, quasi tutti viventi, ne saranno felici.

Continuate a mandare i vostri lavori inediti o editi (comprensivi in tal caso di nota bibliografica) a criticaimpura@gmail.com per eventuale valutazione e selezione: le pubblicazioni ripartiranno dal Primo Settembre.

Buone vacanze ultracontemporanee a tutti!

Sonia Caporossi

Sonia Caporossi, Privativi

(Da Taccuino dell’urlo, Marco Saya Edizioni 2020)

Sonia Caporossi, XV (Nell’assenza)

(Da Taccuino dell’urlo, Marco Saya Edizioni 2020)

Sonia Caporossi, Mi avevi detto

(Da Taccuino dell’urlo, Marco Saya Edizioni 2020)

Daniele Bellomi, thermal treasures

thermal treasures

in immersione, posto per definizione a zero, avrà luogo qualcosa
per tensioni, scosse, minime terminazioni. per arco e ritorno finisce
ad aprirsi un accesso marino: una massa viva e segnalante, minata,
una flottazione massiccia, i gesti di violenza, lo strangolamento,
il particolare consacrato in vicinanza al punto di osservazione
del natante – he has not confessed, he has made no statement,
charges of murder have been accepted against him – nell’atto
di riconoscimento della deriva. da polo a spigolo, da bordo a fuga
termica ne sente lo sbaglio, l’incremento, il pericolo, il corto
inevitabile (a latere di vita, ovviamente), la steccata, il sistema
di alimentazione del presente giunto a riva, in retromarcia
nella secca, nel difetto di energia che adesso può disperdere.

 

(Da La parola informe – esplorazioni e nuove scritture dell’ultracontemporaneità, Marco Saya Edizioni 2018)

Silvia Tripodi, Occorre fare un elenco di nomi

occorre fare un elenco di nomi
estratti da un manuale
stenderli spalmarli
un lungo elenco in ordine alfabetico
apri una pagina a caso e via
nomi di piante e animali
nomi rari e bizzarri
una serie di parole
una massa di parole
un elenco lunghissimo
che sostituisca una passeggiata
che riempia un’ora intera
che sia la metafora di una passeggiata
che sia la metafora di un’intera giornata
del tempo che ci occorre per arrivare dal punto x
al punto y
che serva alla memoria
che sostituisca un manifesto politico
che aggiri un testo civile
un elenco che aggiri il soggetto
che lo soverchi
che lo metta in primo piano
che lo metta ai margini
che lo aggiri
che sia l’oggetto del soggetto
il soggetto sia l’oggetto dell’elenco
che questo nominare le cose
che dirle assertivamente e non assertivamente
abbia un valore politico
assuma valore
consumi il valore
senza che questa pratica sia un modello
che ci sia l’intenzione
che non ci sia alcuna intenzione
che alla fine di detto elenco
resti l’eco della voce
le immagini a massa delle parole
le une sulle altre
le immagini
le intenzioni
le enunciazioni
ci si soffermi sulle intenzioni
una intenzione sull’altra
una folta schiera di intenzioni

 

(Da  La parola informe – esplorazioni e nuove scritture dell’ultracontemporaneità, Marco Saya Edizioni 2018)