Luca Bresciani, Il peso specifico del pianto

Il peso specifico del pianto
è maggiore di quello del tempo.
Il viso crolla dritto
come un filo a piombo
conficcando gli occhi
sul fondo degli istanti.
È così che si muore adesso:
meridiane esiliate nel fango
a indicare un’ora che non esiste
se il cielo si volta dall’altra parte.

 

(Da L’elaborazione del tutto, Interno Poesia Edizioni 2017)

Luca Bresciani, A mia madre piangevano le ossa

Il volto le restava asciutto
ma il corpo si faceva più corto
per fuggire senza indietreggiare
vicino a un uomo fatto di rumore.

Io ero un pannello fonoassorbente
come quelli ai lati delle autostrade.

I nei allargarono i fianchi
diventando adesivi di rondini
e rimasi a reggere una primavera
che né odorava e né intiepidiva.

(Dalla silloge inedita Canzone del padre)