Federico Preziosi, Atom Heart Mother

quando la luce mi scaldò i seni
furono d’attese voragini. Non pensavo
poter essere madre… Rifugiavo la vita
su nel solaio, così come
toccavo con mano le forme. Dita
a fertilizzare acerbe escrescenze
e in dote il dono. L’esplorazione
il mentre del tempo, il mentre fuggente
il mantra del corpo che il tempo si perde.
Sbocciai come donna, senza essere madre
pronunciando le labbra al sentire carnale.
Protesi negli acini tesa la cinta
celando gli incavi. Le mani
imbrattate di mosto, le mani narcise
facevano posto. Cambiavo d’aspetto, capezzoli grossi,
di carne le spille sferzavano l’uomo
di carne il solo e unico avvento. Non madre
ma donna d’aspetto. Furono cellule
a cristallizzare nel ventre gli umori. Di perle
un nido di palmi pietosi. Sentivo parlare
il corpo ed il frutto infine venne
il principio di tutto. Felice
urlai la mia vendetta! Essere
una madre e una donna
una sola cosa

 

(Da Variazione Madre, Lepisma Edizioni 2019)

Federico Preziosi, Stringere

Pulire il grasso animale
dalle pentole. Il coltello
imbrattato di molliche e sangue
se lo contendono i passeri.
Sarà un termine a breve
la pazienza: la scadenza
è sul retro. Giocare d’anticipo:
scagliarla insieme alla padella
sulla finestra. urlare contro
ogni pezzo. il vetro
specchio dell’attimo
non produce immagine.
è solo pezzo. intermediario
tra la retina e il pavimento.
Stringerlo. sentirlo nelle carni
è volergli bene. non si spiega
questo amore.

 

(Inedito)