Sonia Lambertini, Qui non c’è corpo

Qui non c’è corpo

non c’è un filo di luce da infilare gli aghi
da cavarsi gli occhi, non c’è lingua
che mangi le parole, da scavare il petto

c’è un buco a forma di peccato

un vuoto esilio, suono assoluto
da stare piegati in due centimetri
di terra, a guardarsi i piedi

da cavarsi gli occhi

non ricordo nulla dei rammendi
dei miei ritagli, solo pause
irregolari, da tremare in testa

da scordare il mondo

 

(Da perlamara, Marco Saya Edizioni 2019)

Daniele Bellomi, Una litosfera

una litosfera, una percorrenza, un’anagramma informale, quasi
geografico, le giornate a mietere, in maturazione, alla ricerca
di uno scampo per passaggi paritetici, elencati: così, in qualche
modo, è un’immersione, sì, per modesti cenni e deterioramenti,
una stratificazione, una mancanza di fiato, un levare, una messa
a terra della morale, un differenziale di altitudine, un calibro
fissato nel conciliare il qui, nel dire il più a ritroso. concedersi
alla parte del dileguo non sarà possibile nel darsi degli ammassi
aperti. l’abuso è nell’andare giù, dove le forze meno calibrate
non ne possono ripetere, alla strada, alla stratigrafia accidentale,
attesa all’amnesia, all’apertura amniotica, un lavare, un difetto
acquisito dall’aura, un risultato di accesso pronto allo scarto:
ciò che accumula e ammonisce è preso al posto dell’immune.

 

(Da La Parola Informe, esplorazioni e nuove scritture dell’ultracontemporaneità, a cura di Sonia Caporossi, Marco Saya Edizioni 2018)

Domenico Arturo Ingenito, Quando al mattino sento le voci vostre

Quando al mattino sento le voci vostre
rifluire dal basso, odore di caffè
le luci piene del giorno veritiero
– la vittoria del legno sopra l’acqua –
non temo più il senso della fine;
e la bellezza dei vostri capelli
miele d’azzurro carbone innamorato
mi riporta alle campane virili del mezzodì
quando da casa di Carmen a finestre aperte
Tommaso è fratello del sole
e io cammino nelle sue scarpe
ché mi portino in dono la sincerità della sera.

(Da Poeti della lontananza, a cura di Sonia Caporossi e Antonella Pierangeli, Marco Saya Edizioni 2014)

Omar Ghiani, Partenze

La fronte bianca sul vetro, le cose che forzano. Per loro il sole
riempie le camere di fresco. Per loro si scolorisce il libro, il libro
che ascolta crescere altre foglie.

Sui libri le tracce
il margine con le firme leggere
le mani sono annerite da una rete.

Dicembre – isola
lo stoppino si slega
al confine tra terra e acqua
la terra è acqua infinitamente.

Così sulle ciglia la ghiaia si fa vetro
così il vetro è sabbia e respiro
un ritorno pieno
ai tralicci di vischio
contro un filo di cinghia
sul campo stringato
sul corpo marrone della terra.

L’immortalità agli orti.

 

(Da Poeti della Lontananza, a cura di Sonia Caporossi e Antonella Pierangeli, Marco Saya Edizioni 2014)

Valentina Murrocu, La vita così com’è

Il tavolo al centro della stanza non
sa di essere un oggetto dato dal confluire
dei molteplici punti di vista io che ne sono
consapevole mi sento superiore ma
ne provo vergogna; tutti questi oggetti che nomino
come altri da me possiedono qualità sensibili che non
si danno senza un soggetto che permanga a questo penso
mentre scompongo il tavolo in una somma di forze
che è pari a zero: anche la vita è questa somma
di forze cui non sappiamo dare un nome
lo ripeto mentre cresce l’ansia dalla superficie
delle cose e manca un ordine formale
precostituito che sappia conferire un senso
se ripenso all’istante appena trascorso
oltre il caldo di maggio per esistere ancora,
compiutamente. Quando conferisco un nome
ad un oggetto compio un’operazione che mi è in parte
estranea il nome essendo una convenzione: anche voi
siete questo quando vi celate dietro una verità
di superficie e siete altro da voi stessi dite io
per paura di perdervi e mutate di continuo
se una forma di angoscia ci attraversa
e stare al mondo è più complesso. Vivere
con crudeltà estrema ed espletare le funzioni
biologiche sono la stessa cosa, mi ripeto
mentre osservo il tavolo sottrarsi
ad ogni scomposizione e conosco la vita
così com’è.

 

(Da La vita così com’è, Marco Saya Edizioni 2018)