Alba Gnazi, A phone call

A un certo punto mi è venuta voglia
con questa pioggia che addestra al buonumore
come quel sogno che dentro ci stava lo specchio
con dentro me e lo specchio
e me che chiedeva allo specchio
Ma la poesia non è perfettamente inutile?

Con queste file sparite dal bordo degli incroci
una a una come la mole sguincia della Torre
storpiata dal grigio

mi è venuta voglia
scalando la marcia, pian piano
la curva
di chiamarla al telefono
per dirle quella cosa importantissima
che ora non ricordo, che ora la chiamo
ora la chiamo
quella cosa importantissima che è
sentirla rispondere
e sapere che sa.

(Da Verdemare – cronologia inversa di un andare, La Vita Felice 2018)

Adua Biagioli, Ogni accadimento sottrae qualcosa

Ogni accadimento sottrae qualcosa
porta in un limbo
al faro rotto e ai frantumi delle foglie
la svirgolata viola sopra l’occhio perde i sensi,
i pensieri furono intarsi del non so più chi sono:
le onde fisse nella notte di Munch
l’urlo silenzioso in volto – nessun messaggio –
solo il linguaggio muto del cercare vita.

 

(Da Il tratto dell’estensione, La Vita Felice 2018)

Tiziana Cera Rosco, Guardare con perfetta anima

Guardare con perfetta anima
qualità – peso
una certa conduttibilità dell’umano
è soprattutto riconoscere
la primitiva predicazione del tempo
la pulizia che porta
questo grado che il presente sgombra
qualcosa di silenzioso ed infallibile anche a me
mentre torno a casa
e non aspetto una scrittura anticipata
ma la vita che avviene

come una manna aperta
lenta
una lingua proporzionale alla mia bocca.

(Da Il Compito, La Vita Felice 2008)

Anna Toscano, Un giorno

Un giorno ho fatto il numero
di una casa in cui ho vissuto
e sapevo vuota buia chiusa.
Ho lasciato suonare a lungo
ma nessuna stanza rispondeva:
il salotto ha appena girato gli occhi
il corridoio ha sospirato un poco
la camera da letto ha tremato.
Una lacerazione mentre giravo
nelle stanze con quello squillo
impertinente, insistente, inutile.
Che qualcuno per dio risponda,
ma si sente solo un’eco di tomba.

 

(Da Una telefonata di mattina, La Vita Felice 2016)

Raffaela Fazio, Rivelazione

Senza più presa
su pareti d’aria
il Niente. Neppure
una caduta
ma un cadere
che stacca il tuo pensiero
dal corpo viscoso delle cose
di colpo tutte uguali indifferenti
e ti rivela a te
non-ente
diverso dal presente degli oggetti
separato
timbro sonoro
gettato in una voce
ma ex-sistente
fuori da quella:
foce incessante
che riversa nell’altrove
la domanda
e la ritrova
possibile, rinata
alla sorgente.

 

(Da L’ultimo quarto del giorno, La Vita Felice Edizioni 2018)