Guglielmo Aprile, Countdown

1
Proroghiamo un debito con il sonno,
facciamo provviste per l’inverno,
ma nemmeno sappiamo se la cambiale
ci sia stata fatta slittare
di ventiquattro ore,
facciamo scorta di ossigeno
all’avvicinarsi dell’onda grossa, tutti gli sforzi
al massimo rinviano
di quaranta secondi
l’annegamento inevitabile.

2
La pellicola delle sigarette
si attacca ai polpastrelli
al momento di gettarla nella plastica,
l’energia elettrostatica
allaccia vincoli
tra le dita e una realtà transitoria;
tra poco il semaforo farà verde,
prolunghiamo i convenevoli
per respingere il freddo delle albe,
facciamo durare i preliminari
per non arrivare subito al dunque.

3
Evapora il soffione, non appena
ne accarezziamo il gambo
con la guancia: anche a noi toccherà a breve,
ma senza la sua grazia,
senza la scia profumata che lascia.

 

(Da Elleboro, Terra d’Ulivi Edizioni 2019)

Guglielmo Aprile, Riempire un ventre

Riempire un ventre
ad intervalli regolari, questo
il comandamento della macchina,
fare scorta
di ghiande e grassi insaturi, approfittare
delle cene comandate,
l‟orgasmo è obolo
a favore di un clero esoso, che ha
la sua brutale giurisdizione
su ogni cellula dell‟universo,
il primo regno di chi nasce
è piangere, la morte ha inizio
appena l‟ossigeno affonda la sua vampa rabbiosa
nel cigno dell‟imene.

 

(Da I masticatori di stagnola, LietoColle 2018)

Guglielmo Aprile, La fine dei dinosauri

Possono poco i divieti condominiali
quando la muffa
sgretola le ossa del calcestruzzo,
l’usura non deroga alla sua algebra
nemmeno di fronte alla saggezza dei planetari,
il carapace si sfalda
per effetto degli agenti atmosferici;
tanti amici fidati hanno d’un tratto
smesso di farsi vedere al biliardo:
congetturiamo
sulle possibili cause, chiediamo in giro
aggiornamenti sul loro conto;
il tempo che rimane
lo occupiamo a fare cancellature
e cerchi rossi alle diverse voci
segnate sulla lista del trasloco.

 

(Da Il Talento dell’Equilibrista, Ladolfi Editore 2018)