Giacomo Picchi, Crevalcore

Arrivai il primo giorno d’estate
ma fu piana campagna
filari di pali portavano
lungo gli argini le descrizioni
segnando i margini
alla mietitrebbia.

La pula nel campo non era segno
di crolli. Per il decumano
sentii Crevalcore vicina
camminavo nel telegiornale
che della terra diceva il livore
non mi accorsi
che il paese cresceva di notte
da sotto i portici senza puntelli.

 

(Inedito)

Alessandro Brusa, Una città straniera si può guardare anche a testa in giù

(Inedito)

Maria Laura Valente, Gendai Haiku

semaforo rosso –
ristagna nell’abitacolo
il nostro silenzio

 

(Inedito)

Tiziana Colusso, A nuoto nel vuoto I

a nuoto nel vuoto (e sulfureo atterraggio)

I.

poi finalmente tutto è vanitas, vacuum – elogio della rarefazione –
salubre cerimonia degli addii
dal saturo di pensieri valigie materia del mondo
inavvertito ai terrestri si rarefa l’universo
come una torta troppo lievitata, le molecole si sfuggono
si slargano esponenziali, si fa spazio al respiro nel vuoto
irriducibile che spartisce gli elettroni, si dissolve il legame chimico
che affattura gli elementi, i quanti e quant’altro
si spargono liberati, in ogni verso

 

(Inedito)

Federica Imperato, Scucitura

qui potremmo fare una festa
disfarci dei vestiti
ordinare la ritirata
guardarci negli occhi e sentire
il ventre riprodursi

ci righiamo distratti le dita
abbiniamo i passi alla fatica

del vino che mi versi ho
scoperto il segreto:
se mi accarezzi su un solo lato
il resto rimarrà intatto

 

(Inedito)

Giacomo Picchi, Esperienza

Contemplo
la scelta che mi compie.
Piuttosto meglio
collezionare volti e
darsi alle probabilità con scuse pronte
come se la vita fuori porta
mi desse un’accoglienza indotta
dal rifiuto. La scelta si fa desiderio
evitarla è un gesto ingenuo
omologato
mi faccio forte nella distrazione
di vedere tutto ciò che non è mio
ma che rivendico.
Così ho girato il Mondo e
lui non mi ha mai visto.

 

(Inedito)

Sonia Caporossi, Siamo qui a controfirmare

Siamo qui a controfirmare
senza manco un avvocato
‘sto contratto sovrumano
di carezze inesaurite

Di sicuro incapperemo
nelle clausole sbagliate
in cavilli e incomprensioni
“Basta, insistere non serve!”

Ma l’istinto di cercarci
ci riporta sul tracciato
di due mani inanellate
che ci guidano sul foglio

Ritirarsi non conviene
se la penna scrive bene
ecco l’atto notarile
della nostra indivisione

Ci garantirà dal buio
nel cammino accomunato
sui sentieri a ghirigoro
che per legge adotteremo

Sì, l’amore serve a tanto
ti proietta nella luce
di una libertà sovrana
che si adotta senza scampo

Poi scadrà la garanzia
Furto e incendio assicurati
Ma ora noi non ci pensiamo
Tanti, troppi già lo fanno

Io ho firmato: fai altrettanto?

(Inedito)

Marina Pizzi, Ho perso la poesia in un singulto di fato

Ho perso la poesia in un singulto di fato
In un’imboscata di tempo
In una cascata di parole straniere.
Ora che il tempo diventa breve
Svendo le stelle in coriandoli cattivi
Trito la svendita del mio petto solo.
Quaggiù rammento chi non sono,
veglio la salma che mi attende
secondo l’ultima moda.

(Inedito)

Paolo Carnevali, Passeggiavamo verso St. James Park

Passeggiavamo verso St. James Park,
Nelson ci osservava alle spalle.
Una Londra frenetica, batteva i ritmi veloci,
nell’indifferenza e il fascino di colori grigi.
Camminavi nervosa nel tuo trench bianco
prima che ti prendessi per mano
ed entrassimo nella tranquillità del parco.
Ricordo bene quel foulard bleu e verde
nascosto dalla coda nera dei tuoi capelli
che danzava con il tuo passo nervoso.
Parlavamo di letteratura e disarmo
di nostalgie provinciali e affanni contemporanei.
Del tentativo di recuperare gli oggetti perduti
dell’infanzia della vita. Delle scuole di analisi.
Il bisogno in cui l’altro assume le sue estreme
possibilità di sopravvivenza.
Io ti parlai di un mondo minacciato
tu elencasti tutte le guerre che non terminano mai.

 

(Inedito)

Maria Laura Valente, Di voi stessi fatene radici

Di voi stessi
fatene radici
sporcatevi spesso
abbiate presa solida nel tempo.

Fatevi fusto
a volte
fatevi anche ramo
violate a perdifiato qualche altezza.

Sappiate farvi foglia
infine
lasciate andare
disinnescate le certezze, a una a una.

(Inedito)