Luca Perrone, Se mi lasciassi andare all’improvvisazione


Se mi lasciassi andare all’improvvisazione
Il sentimento tirerebbe il candore dei capelli
Trascinerebbe il corpo nella terra come aratro
E più non parrei che zotico afflitto

S’io potessi concedermi il lusso di poetare
La pena che provo sarebbe nulla
E cullare la tua bocca potrei già all’alba
Fra amorosi vezzi e giochi proibiti

Se conducessi la parola giusta
Dal petto alle labbra in battaglia
Schermaglia parrebbe il dubbio tuo
E niente potrebbe resistere alla luce

I tuoi occhi promettono fiori di ciliegio
Il sorriso è lo scrigno Sacro
E custodisce la fiamma
Sola creatura racchiudi in sogno

Ogni mio respiro è volto
A rendere puro il mondo
E pulito il cielo e approssimare
La pelle odorosa che ci separa

(Da Elle, RPLibri 2018)

Luca Perrone, Mi consola la finitudine del Caos

Mi consola la finitudine del Caos
Sono perso in quest’Universo
Senza il profumo del tuo respiro
Se mi giro nel letto e non ti trovo

Un covo di ladri di speranze
Apre le danze spietate
Della sopraffazione; è maestro
Il rostro della zecca gelosa

E’ sorto un altro Sole
Più caldo e spensierato
La vecchia stella ha ceduto il passo
A una matassa d’ammirazione

La bellezza che ti porti appresso
Come accessorio e compendio
Non è che il vilipendio
Della mia anima grigia

Ma è già il tramonto e si manifesta
Il mirabile gesto inaspettato
L’inconcepibile candore esasperato
Del momento in cui taccio e tu mi baci

 

(Da Elle, RPLibri 2018)