Francesco Aprile, Informativa Oggetticale

(Testo sorto all’interno del movimento letterario New Page, fondato il 2009 da Francesco Saverio Dòdaro)

Gianluca Garrapa, estratto da Persone e oggetti, in questo momento cose

in questo momento ci sono. tre persone con cui condivido. gradi diversi di parentela.. una persona che dorme. una persona pare leggere il fuoco. una persona lavora all’uncinetto.. una persona dorme e è anziana. una persona pare leggere il fuoco e è anziano. una persona lavora all’uncinetto e è giovane.. le tre persone ignorano. che sto scrivendo di loro. ignoro pur io. che scrivo di noi.. in televisione c’è una donna più giovane. più giovane della persona che dorme. e della persona che pare leggere il fuoco. più anziana della persona che lavora all’uncinetto. tutte le persone che cosano in televisione. sono anziane e giovani allo stesso modo. anche loro ignorano che sto scrivendo di noi.. in questo momento ci sono. oggetti con cui. le persone condividono gradi. di prossimità differente. sedia poltrona tavolo muro. fuoco camino tovaglia giacchetto. ago cotone disegno ciabatta.. anello cuscino maglione. legna orologio fiammifero. tessuto occhiali telefono.. gli oggetti osservano ignari. che sto scrivendo di noi. ignoro pur io. di essere oggetto della psicometria. delle cose che erano oggetti.. immagine pixel bicchiere. mobile fiore vaso cassetto. acqua pastiglia mollica zapping. telecomando programma canale. allo stesso modo tutti gli oggetti che cosano. in televisione sono immagini di secondo grado. eppure allo stesso modo degli oggetti fuori dal campo catodico. anche io sono oggetto e sto cosando di loro. ma non sono cosa per loro.. in questo momento ci sono persone. molte cose con cinque persone. condivido gradi di attenzione. una persona è in un libro di filosofia. una persona è in un libro di poesia. una persona è in un libro di racconti. una persona è in un libro di romanzo. una persona è in un libro di psicoanalisi. le persone son tutte morte. ignorano che sto scrivendo di noi. ignoro anche io che sto scrivendo di noi. ma a differenza di noi non sono ancora vivo davvero.. una stessa persona è sdoppiata. in fotografie diseguali che son cronologie progressive. la stessa persona parecchi anni dopo. scriverà di persone che sono in questo momento. anche le persone nelle foto son morte. ignorano di essere morte. ignorano che sono il futuro. allo stesso modo ignoro di essere morto.. in questo momento ci sono oggetti. molti oggetti con cinque persone. per cui condivido gradi diversi d’attenzione. nietzsche adelphi giallo comodino. eliot prufrock bompiani scrivania. l’oggetto che scrive nell’oggetto di poesia scrivania. parise adelphi sillabari comodino. mondadori proust ricerca swann comodino. lacan einaudi seminario comico soggetto scrivania. lampada computer termosifone radio. ignorate che stiamo scrivendo di noi. penna foglio acqua cellulare.. grembiule ritratto fotografia. passaggio dipinto armadio piumone. tenda poltrona disco quaderno. oggetti in foto sospesi da ogni sorte. ignorano l’essere congelati. ignorano che saranno cose. cause di oggetto. rose disperse nel linguaggio. questo.. in questo momento ci sono sedici persone. distribuite in nove fotoritratti. condivido gradi di parentela e di conoscenza formale. alcune ormai sono vive e altre sono ancora morte. ignorano che scrivo di noi. una persona è vestita di bianco e regge un giglio. una persona sorride. due persone posano allegre dietro a un tavolo con una torta al centro. due persone si abbracciano. due persone si abbracciano ma per un altro motivo. una persona è vestita di bianco e regge un giglio ma al suo fianco c’è un’altra persona e dietro di lei due altre persone. una persona posa con un neo finto disegnato per questioni estetiche e sociali.. ignorano che sto scrivendo di noi. ignoro il motivo per cui non si specifica l’età. il sesso. la circostanza. i rapporti sociali. i rapporti tra figura e sfondo. i crescenti disagi che riguardano i rispettivi gradi di putrefazione delle persone vive. e i gradi di trasformazione entropica delle persone morte. ignoro il motivo per cui le mie dita abbiano scelto proprio questa combinazione di tasti. ma non vi nascondo che sono stufo di. in questo momento ci sono oggetti molteplici. distribuiti tra nove fotoritratti. condivido diversi gradi di prossimità e consistenza. alcuni sono vicinissimi ma lontani dall’entropia. altri sospesi nel gelo perenne di una fotografia. ignorano che si scriva di noi. giglio corona palma vestito. dente orecchino sfondo mascara. tavolo torta candela finestra. abito specchio vestito collana. cravatta tulle cappello soprabito. siepe borsetta fiore camicia. neo giacca trucco sfondo parigi.

(Inedito)

 

Arianna Ferri, Quando la cena che hai cucinato

Quando la cena che hai cucinato
finisce nel secchio -la casa vuota-

È meglio che mangiare da soli,
hai ragione.

Ha preso la moto, gliel’ho detto io.
È uscito per due ore ed è tornato.
Erano giorni che era chiuso in garage,
ha cambiato ogni pezzo
e era per lui.

Un uomo si è tolto la vita,
mentre la moglie lo aspettava per cena
poi giù sul litorale a ballare la salsa.

Me lo ha raccontato mio padre.

Mia madre scrostava le pentole del pranzo
e noi lì in poltrona
con le braccia sopra alla testa,

due soldati che pregano una pallottola
dritta tra gli occhi.

Gennaro De Falco, Si spezza la collana

Si spezza la collana, impazziscono le cellule, si allarga
il cerchio del dolore. Il fondotinta
ricompone gli atomi, converte lo spazio, cancella
le traiettorie delle carezze. Nel buio della Comasina
cerchi la geometria dei pianeti, il termine ultimo
dell’universo. Ha fine in un gesto
la convergenza dei corpi, la coerenza
degli assiomi: è la scena finale, l’apocalisse
la scintilla dell’addio.

 

(Inedito)

Germana Dragonieri, Sentinelle

Dicono la strada pare che si ostini
a non condurre.
Loro contano a due a due,
non vedono la morte nel burrone
né del muro badano alle scritte
se unicamente sembra esistere
il viale che lo serra.
Certo il treno è solo un treno
non già una partenza.
Alla fine la poesia non è un’azione –
se continuano a mirare
noi e non questo spazio che ci lega.
Ciò che lega non unisce
né avvicina –
sembra uguale a separare.
Non serve che si tocchino le ombre
dilatate quando i corpi
prendono distanza.
Il cordone è già reciso
non c’è giustificazione a questo
piangere:
non importa più a nessuno
ciò che non accade.

(Inedito)

Guglielmo Aprile, La fine dei dinosauri

Possono poco i divieti condominiali
quando la muffa
sgretola le ossa del calcestruzzo,
l’usura non deroga alla sua algebra
nemmeno di fronte alla saggezza dei planetari,
il carapace si sfalda
per effetto degli agenti atmosferici;
tanti amici fidati hanno d’un tratto
smesso di farsi vedere al biliardo:
congetturiamo
sulle possibili cause, chiediamo in giro
aggiornamenti sul loro conto;
il tempo che rimane
lo occupiamo a fare cancellature
e cerchi rossi alle diverse voci
segnate sulla lista del trasloco.

 

(Da Il Talento dell’Equilibrista, Ladolfi Editore 2018)

Davide Albanese, Idioletto cosmo diossina

Risperdal meccano dei cieli
divorziato da mia madre
quindici anni prima
che neonate icone di niveo niente
ci confiscassero il canto
seduto a battezzare paralisi
a menarselo
sul laminato rovere
questo giorno di festa,
se Giano desidera,
ecco, qui non giunse
il Canone ad adottarci per tempo,
non proprio Harold,
e adesso chiediamo scusa
per il seme rappreso
nella crepa del parcheggio Eurospar
idioletto cosmo diossina,
chiediamo scusa.

 

(Da Argot Diossina, Italic 2017)

Andrej Bauman, Бракосочетание (Il matrimonio)

Бракосочетание

Посмотри: мы — следы
наших губ на оконном стекле
друг друга следы
ещё нет
реже и резче свет
мы вымертвлены словá
в наголо обритом воздухе
где горстью земли
где кончилось небо в ладонях
выходи выходи
а свет позади
ладошки лодочкой
пятнашки веточкой
распусти свою нить
будем мёртвых хоронить
в гусеницах танков остались
сломанные куклы, стойкие солдатики
выжженные ленточки, вывихнутый бег
мёртвый дым скользящий вдоль себя
эти гусеницы
они
никогда не станут
бабочками
лишь мёртвыми головами
птичьих полётов
прерванных городов
смотри, как на ничейных улицах гаснет
остановленное сердце прикосновения:
твоё и моё, сбившееся между нами:
мы укрыты под этим сердцем —
обручённый свиток-и-след
будущих нас
поиграем в свадьбу
понарошку и взаправду:
тогда
приштинское небо поцелует алеппскую землю
и у них родится
свет
девочка-и-мальчик-свет
пáрное солнце между тобою и мною

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Il matrimonio

Guarda: siamo le tracce
delle nostre labbra sul vetro della finestra
le tracce l’uno dell’altro
ancora no
più rada e più aspra è la luce
siamo parole tramortite
nell’aria rasata a zero
dove è un pugno di terra
dove il cielo è finito sui palmi delle mani
esci esci
e la luce è dietro
le manine a barchetta
il chiapparello col rametto
sciogli il tuo filo
seppelliremo i morti
sui cingoli dei tank sono rimaste
bambole rotte, soldatini tenaci
nastrini riarsi, una corsa lussata
il fumo esanime che scivola lungo se stesso
questi cingoli
essi
non diventeranno mai
farfalle
solo teste morte
di voli d’uccello
di città svanite
guarda come nelle strade di nessuno si smorza
il cuore fermato dello sfioramento:
il tuo e il mio, scombussolato tra noi:
siamo coperti sotto questo cuore –
promessi rotolo-e-traccia
di noi venturi
giocheremo al matrimonio
per finta e per davvero:
allora
il cielo di Pristina bacerà la terra d’Aleppo
e a loro nascerà
la luce
la luce-bimba-e-bimbo
il sole appaiato tra te e me

 

(Da Il Cielo del Tatto, traduzione di Paolo Galvagni, Arcipelago Itaca 2018)

Daniele Poletti, Gravura

(Inedito)

Claudia Zironi, Aiuto! mi sta uccidend “

Aiuto! mi sta uccidend ”

Un grido disperato è apparso

sul social questa mattina alle 8:30

L’ultimo messaggio dall’account

di una ragazza bionda. Ha totalizzato

entro le 8:40

67 like 150 cuori 50 faccine piangenti

10 faccine rabbiose 25 risate 3 commenti accorati

2 commenti ironici poi cancellati dagli utenti

1 commento a sfondo sessista.

Nei giorni successivi 583 commenti di cordoglio.

 

(Inedito)