Maria Laura Valente, Se non avessi ucciso la parola

se non avessi ucciso la parola
che ci esplorava a tratti gli endocosmi
avrei saputo allora disegnare
il giusto paio d’occhi a quella morte
che è scivolata lenta dentro il gorgo
senza uno sguardo muto da evitare

(Inedito)

Maria Laura Valente, Se provo a farmi verbo

se provo a farmi verbo
da annotare a margine
della tua prossemica
impeccabile
mi scopro deponente
paradigma difettivo
congiuntivo
frustrazione d’ottativo
conativo
aoristo debole e passivo
iterativo
asemantico ausiliare
irregolare
forse omesso o sottinteso
a ben guardare
resto frase nominale

 

(Inedito)

Maria Laura Valente, Per quell’addio

per quell’addio
io l’ora l’avrei scelta un po’ più tarda
un tempo a caso
tra quelli che confinano notturni
e stanno aperti
come conflitti in terra di nessuno
porte di templi
dove l’ascesi è ancora orizzontale

(Inedito)

Maria Laura Valente, Lascito. Manipolo Primo

non c’è salvezza nell’integrità
non preservarla

lasciati slogare dalle cose
disarticolati spesso

inocula l’oblio con parsimonia
il dolore non fuggirlo

affila i sensi
stana la bellezza e datti in pasto

al tuo animo auguro l’attrito
la grazia ultima della combustione

 

(Inedito)

Maria Laura Valente, Non conosco la parola

non conosco la parola che stenografi il dolore
che coaguli in grafemi l’infezione dei pensieri
forse è nota di chiusura in volumi fuori stampa
un lessema desueto in idiomi che non parlo
forse è chiusa nel tuo nome, crittogramma senza chiave
o è meronimo del mio, del frammento che ne hai tratto
resta vuota la casella, confessione non siglata
un silenzio raggrumato che ristagna tra le ossa

 

(Inedito)

Maria Laura Valente, Gendai Haiku

semaforo rosso –
ristagna nell’abitacolo
il nostro silenzio

 

(Inedito)

Maria Laura Valente, Di voi stessi fatene radici

Di voi stessi
fatene radici
sporcatevi spesso
abbiate presa solida nel tempo.

Fatevi fusto
a volte
fatevi anche ramo
violate a perdifiato qualche altezza.

Sappiate farvi foglia
infine
lasciate andare
disinnescate le certezze, a una a una.

(Inedito)

Maria Laura Valente, Date parole alle lacrime

Date parole alle lacrime
perché scavino il silenzio
e voltando la clessidra
sedimentino memorie.

Date forma e dimensione
ai singhiozzi soffocati
perché nulla più sbiadisce
di un dolore senza nome.

 

(Inedito)