Diego Riccobene, Rinnego, abiuro e detesto l’errore

Rinnego, abiuro e detesto l’errore
pur nell’inciso sul Libro di Ferro,
rinnego mali e misture implicando
piaghe passate a preciso risalto,

e prego fino all’acuzie del nero;
tratto l’apostata come lo stremo
nell’impostura che preme la semina
di un’addopata coscienza, la chiamo

per il dissesto, sì quanto rinnego;
detesto il grasso tramaglio del corpo,
scarificare vorrei la mia torba
pendice morta, vorrei compassarla

con l’adamante che ingorga prestezza.
Le vostre sorti mi ammorbano, ometto
ciò che commisi, lo strappo del velo
sotto grottesche istoriate d’errore:

logoro pasto che adesso rinnego,
detesto il vuoto, il non-ente che insorge
nell’improvviso indurare del ventre,
abiuro a vita, mistero e stupore.

(Da Synagoga, Fallone Editore 2023)