Franca Mancinelli, Un cortocircuito

un cortocircuito, un piccolo scoppio
e la mattina che l’addormenta
con la guancia sul tavolo, nella cucina
le braccia a pescare nella luce tiepida,
dove un dito scrive nel fondo
mimando l’amore che muove la sabbia

 

(Da Mala Kruna, Manni Editore 2007)

Francesco Lorusso, La folla già si fondeva al fumo

La folla già si fondeva al fumo
scuro della sera quando il sogno
si sedeva dietro l’ordine del giorno
accarezzando tutte le nostre cose
come un canto alto di vento.
Perfino l’urlo sottile ghiaccia la superficie
e finge di fuggire la goccia di quella bocca
da un pensiero nella pancia che non ritorna
nel dissapore che con forza digerisco per te.

 

(Da Il Secchio e lo Specchio, Manni Editore 2018)

Maurizio Brusa, Primi Versi

Una memoria di mani
la canapa indiana lasciata sull’acqua.

Volevo parlarne…
spiegartelo almeno
che la poca distanza
mi costringe più vecchio
dimenticando
questo darsi d’anima
navigato per anni sottovento.

So bene che tornare è la meta
che il sonno a meno voce
può scegliere
mentre cerco distratto
l’imperfezione dei cristalli.

La strada è una piega
fra l’ombra del ponte e la terra scucita.
Non dice
la sera spostata
questa pioggia forte
che protegge il nome…
la voglia ostinata di restare.

Il Capitano teneva il vento
tra la giacca e l’orecchio ferito.
Non ho mai capito
se avesse il mare
o muovesse la terra
ma ricordo,
nel sapore chiaro,
il suo vino di Giudecca.

 

(Da Grammatica del Silenzio, Manni Editore 2008)