Samuele M. R. Giannetta, Trova un modo per non scivolar via

Trova un modo per non scivolar via
da me, ora che siamo liquefatti e stretti
nell’inesprimibile rete di voglie che non dicono
mai di no e invadono il cielo con la quiescenza;
dove come nubi – noi altri – ci fissiamo sospesi
e ci ricopriamo gli occhi di terra e soffio arido
per proseguire digiuni alla nostra sorte.
Ora ho smesso di dormire. Vedo te.

(Da Il sonno limpido del mare, L’Erudita Edizioni 2017)

Samuele M. R. Giannetta, Non il brontolio ma la resurrezione

Non il brontolio ma la resurrezione
del corpo che dovrà posarsi a letto
dove il tuo fiato riposa incantevolmente
e tacciono ancora i sogni e le parole
dette solamente per giungere – forse –
alle bianche fila d’un mattino d’inverno,
quando rami s’allacceranno spezzandosi
e con loro moriranno – leggeri – neri segreti.
Aveva ragione Eusebio
– Occorrono troppe vite per farne una.

 

(Da Il sonno limpido del mare, L’Erudita Edizioni 2017)

Giulio Mazzali, Tu mi chiedi

Tu mi chiedi
se sono stanco, ma non di cosa
e a cosa sto pensando.
È nella domanda ancora tronca
che tradisci trafelata
l’arte, tutta nostra,
di non volere in realtà
alcuna risposta.

 

(Da Tempora, L’Erudita Edizioni 2018)

Samuele M. R. Giannetta, Hai nell’occhio lo spillo

Hai nell’occhio lo spillo
in vetro rosso dei satelliti
a primavera quando l’aria
si fa nera e scivola
– sempre via – da te.
Oh dolce sfuggirsi,
nella luce splendente
della sera.

 

(Da Il sonno limpido del mare, L’Erudita Edizioni 2017)