Simona Cerri Spinelli, Tarderanno sempre le cose buone

Tarderanno sempre le cose buone
se tardi tu.
Andò via dalla memoria con un frusciare sordo.
L’ultima nota che sgrana
e non si percepisce.
Però in gola, ad ogni risveglio,
il sapore scomodo d’aver dormito male.

 

(Da Secolo Donna 2017, Almanacco di poesia italiana al femminile, Macabor Editore, a cura di Bonifacio Vincenzi)

Fosca Massucco, Oggi è martedì

Oggi è martedì – nella quiete ascolto
i tarli masticare,
gli schiocchi ultimi dei ceppi.
Temo le parole come il luppolo
aspre, ruvide le cime. Con me
sta l’anima della faina,
i denti puntuti dentro le uova
e dei coniglietti in affanno
restano solo crani,
minuscole orecchie a terra.
Oggi è martedì – la bruma bassa
mozza le colline, galleggiano
le cime nella laguna e tutto qui
possiede un’aria anfibia, sterile
come il tutolo,
decisiva.
Si tuffano i bufoni grassi –
tra riva e ripa inutili
al contraccolpo dell’acqua,
oscillano i nodi dell’equiseto –
mi scruto severa tra i gusci
di mandorla spaccati dai topi.

 

(Da Secolo Donna 2017, Almanacco di poesia italiana al femminile, Macabor Editore, a cura di Bonifacio Vincenzi)

Maddalena Bertolini, Vai e ti porti via il mio taglio degli occhi

vai e ti porti via il mio taglio
degli occhi le gambe lunghe
di tuo padre e l’angelo custode.
Chiudo la porta premo la fronte
sullo stipite ti sento precipitare per le scale
ogni figlio è un precipizio sono
l’inizio dell’abbandono:
il cavo del corpo sul lenzuolo
l’odore del capo sul cuscino io
sono stata il primo
letto (al tatto trovo ancora
l’impronta del bambino nel mio petto)
tutto ti ho fatto e adesso non posso
aggiungere un passo alla tua vita
aggiustarti amore, solo amarti
e lasciarti andare.
Ho bisogno di angeli, di angeli, uno
per ogni tuo capello, uno per ogni
gradino finché arrivi in fondo a Dio

 

(Da Secolo Donna 2017, Almanacco di poesia italiana al femminile, Macabor Editore, a cura di Bonifacio Vincenzi)

Fernanda Romagnoli, Il tredicesimo invitato

Grazie – ma qui che aspetto?
Io qui non mi trovo. Io fra voi
sto qui come il tredicesimo invitato,
per cui viene aggiunto un panchetto
e mangia nel piatto scompagnato.
E fra tutti che parlano – lui ascolta.
Fra tante risa – cerca di sorridere.
Inetto, benché arda,
a sostenere quel peso di splendori
si sente grato se qualcuno casualmente
lo guarda. Quando in cuore
si smarrisce atterrito «Sto per piangere!»
E all’improvviso capisce
che siede un’ombra al suo posto:
che – entrando – lui è rimasto fuori.

 

(Da Secolo Donna 2017, Almanacco di poesia italiana al femminile, Macabor Editore, a cura di Bonifacio Vincenzi)

Giovanna Sicari, Riprendo con umiltà i fili del cambiamento

Riprendo con umiltà i fili del cambiamento,
e riconosco questa faccia
Mia,
dopo vaganti letarghi,
Mie le occhiaie, le pieghe del naso, la noia degl’occhi.
Non ricordo più le risposte
di quando andavi svendendo allegria
e abbracciavi speranza.
Ora
nel ritratto di famiglia ho messo anche te
sbattuto con la forza e la sostanza
di quando mi ammazzavi
con ripetuta bestialità.

 

(Da Secolo Donna 2017, Almanacco di poesia italiana al femminile, Macabor Editore, a cura di Bonifacio Vincenzi)