Nicola D’Altilia, Il sole è scappato a Ovest

Il sole è scappato a ovest
l’azzurro lo ha seguito
tutto al blu notte delle tenebre
Il faro di Pelagosa è lì
la più bassa delle stelle
Occhiolino di luce al Gargano da nord
sparo allegro, sereno, continuo, intermittente
illumina le onde in rissa
il tempo di una carezza
quella mancata alle profondità
alle vite sprecate
Dalla collina della Chiesola
i miei occhi interrompono il batter di ciglia
riesco a capire la tua comunicazione
forse perché sono anch’io una cosa: una pietra
Trattengo il respiro nel trattino di totale oscurità
27 ore di ostinato nuoto di Paolo Pinto
poi flash dolcemente
dice: ci sono! …(buio) Tu? …(buio) Come stai? …(buio)
Dal centro dell’adriatico al mio nervo ottico
e da lì come per i tratturi garganici
spinge in ogni segreto
insiste: guarda che bel mare ci separa e ci unisce
e rassicura: tu sei vita.

(Inedito)

Pubblicato da

Critica Impura

Letteratura, filosofia, arte e critica globale.

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