Simone Corvasce, Forse autunni di vetro

Forse autunni di vetro
giocano a martoriare
alberi abbandonati. Forse un fango
libidinoso brama
da un anno le sue foglie
e ne freme l’amplesso.
So che quest’albero aspetta il mio cuore
perché appeso marcisca insieme a lui.
La Terra è una col Cielo,
se vista da lontano.
Deserta. Senza l’uomo.
L’assenza abita il mondo.

(Da Algoritmi di scacchi e passi d’angeli, Nulla Die Edizioni 2021)

Pubblicato da

Critica Impura

Letteratura, filosofia, arte e critica globale.

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