Daniele Barni, Rinascita

Quel giorno, forse nello studio
murato di libri,
ho sincronizzato il cuore
con la sveglia:
non so se lei palpitasse
o lui ticchettasse.
Facevo acrobazie sulla sedia,
ora avanti nel futuro,
ora all’indietro nel passato,
come funambolo del tempo.
Il tempo,
che, andandosene,
rimaneva.

(Inedito)

Pubblicato da

Critica Impura

Letteratura, filosofia, arte e critica globale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...