Antonio Francesco Perozzi, Lagunare

Ci bagniamo nella laguna per
non riconoscere più la specie
diversa della pelle/del liquame/
degli stomaci/delle squame che
si fanno sulle onde se il vento

Quando scegli l’immersione/la
morte per acqua/lo sfaldamento
dei fuochi fatui dell’illusione, la
laringe idrica rintraccia
chiazze d’ossigeno sul fondo

La pozza colata dalle esse
delle colline stagna, ora che
Giove guida l’eclittica; poi
la consunzione diurna/il caos/
asciugandoci noi ricomporci e

piangere il vizio/lagunare

(Inedito)

Pubblicato da

Critica Impura

Letteratura, filosofia, arte e critica globale.

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