Rita Pacilio, Si chiude in un palmo sbranato


Si chiude in un palmo sbranato
l’affanno struggente, stagione meridiana
di vendetta, nel mestolo rigonfio di pane
di pietra e acqua. Baci indifferenti
trascinano unghie dall’oriente vicino
nel viaggio, nel congedo che cancella
e verifica mille miglia perseguitate
dai vincoli paterni, il viaggio
del silenzio interminabile di quadrivi
senza affetto dove si spengono fughe
sventurate.
I muggiti e i pianti dei bambini si mescolano
ai labirinti esuli e pallidi e la maledizione
fa il resto nel sangue verde di lucertola
ferita sul marciapiede.

(Da Quel grido raggrumato, La Vita Felice 2014)

 

Pubblicato da

Critica Impura

Letteratura, filosofia, arte e critica globale.

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