Giorgio Casali, Inchinami a ciò che di me è più grande

Portami in faccia ancora il vento
e le luci da sopra la collina,
raccontami famiglie, il borgo del paese,
le piante che dovevi arrampicare.

Dimmi dei prati dove giocavi,
di cosa c’è adesso ne ha preso il posto,
di cosa sarà di queste mie mani.

Curami avvolto nel centro del letto,
inchinami a ciò che di me è più grande,
fischiami l’harvest fammi
addormentare.

(Da Domestiche Abitudini, Contatti Edizioni 2020)

Pubblicato da

Critica Impura

Letteratura, filosofia, arte e critica globale.

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