Francesco Lorusso, Nel corpo pieno del mattino

Nel corpo pieno del mattino
una smania oscura si sveste
sul cipiglio fervente dell’asfalto,
la strada lucida ricopre la preghiera
che la lascia correre fiera nel ritorno
quando alto si è fatto il bersaglio,
sospinto dai colori e da altro ben oculato
nella indolenza così tanto opportuna
o dal freddo che adesso lo ha ricoperto.

 

(Da Maceria, Arcipelago Itaca 2020)

Pubblicato da

Critica Impura

Letteratura, filosofia, arte e critica globale.

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