Guglielmo Aprile, Emblema

La città è un emblema, questi corpi senza numero
così presi
a rimestare nella segatura,
a raccattare dalle intercapedini
una per una schegge di unghie e briciole,
a sfilare rimasugli di uccelli
impigliati tra le pale dell’elica,
a tracciare sulla sabbia volubile
una striscia di gesso che va a infrangersi
ai piedi del solito muro giallo.
Il macchinista deve aver bevuto,
il treno corre a caso,
senza una direzione, non farà
tappa in questa né in qualunque altra città,
non è diretto da nessuna parte.

 

(Da Farsi amica la Notte, Ladolfi Editore 2020)

Pubblicato da

Critica Impura

Letteratura, filosofia, arte e critica globale.

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