Francesca Farina, Minatori

I tuoi gioielli, questi pochi
anelli, che incastonano diamanti
a croci e ancora voci
di miniera e sangue d’operai,
questi ori scintillanti, questi pianti,
zaffiri a crocchi, incroci
di diaspri e coralli,
vene di brillanti, lacrime di santi
cavatori, sudore di sterratori,
questo orologio mogio,
mesto nel marcare il suo tempo,
sempre infinito e lento,
veloce e truffaldino,
questo malandrino senza requie,
queste bestie al tuo collo,
le catene del collier, il platino
celato nello scollo del golfino,
i bracciali a torchon, i cabochons
sfiorati dalle tue mani, ladri
di beni, di sospiri, questi vampiri
succhiasangue alla carotide,
alle tempie, questi pendenti-fendenti,
queste spade lancinanti, i martiri
che si immolarono per loro,
per l’oro

 

(Da Lavoro in corso, scrittrici e scrittori per il 1° maggio 2020, a cura di Tiziana Colusso, Forma Fluens 2020)

Pubblicato da

Critica Impura

Letteratura, filosofia, arte e critica globale.

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