Anna Maria Curci, Può un acquerello urlare a chi lo guarda

Può un acquerello urlare a chi lo guarda
o resta il suo colore falda piatta
arrangiato conforto all’emergenza
alla simulazione dello scoppio

che s’offre come rito prepagato
– basta una coda al bancomat, è fatta –
centrifuga risciacquo asciugatore
di commedianti lacrime d’autore?

La diceria dell’angelo che guarda
prova da tempo a farsi mio custode.
Se è un canto dal silenzio o di sirene,
sta tra l’ugola e il tubo digerente.

 

(Da Nuove nomenclature, L’arcolaio 2015)

Pubblicato da

Critica Impura

Letteratura, filosofia, arte e critica globale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...