Pierluigi Cappello, Sonno Estivo

Sonno estivo

Seduti, le gambe allungate nel silenzio,
uno a uno ci siamo portati i nostri giorni
solitudine con solitudine, impazienza e attesa;
e adesso che le tue spalle sono vicine alle mie
che il mio calore è il tuo,
quanto so dimenticare è nell’indugio
delle dita avventurate sulla tua pelle bionda,
sui tuoi capelli scuri,
nella paura che avvicina il nostro corso di scampati
senza rumore e senza appello, come quando
il verde di marzo spinge dai rami
e si fa abbracciare dal mondo,
come quando l’aria vive nello screzio
degli alberi carichi di luce
e c’è penombra nella stanza,
e la pace del prato è nei tuoi occhi,
ci perdona, si stringe intorno a noi.

*

Summer Doze

Seated, legs stretched into silence,
one by one we gathered in our days,
solitude on solitude, impatience and endurance;
and now that your shoulders are near to mine
now that my warmth is yours
all I can forget is in the hesitance
of my fingers running over your blonde skin,
through your dark hair,
in the fear that unites us in our escape
without sound and without appeal, as when
the green of March seeps from the branches
and settles easily over the earth
as when the air lives in the rift
between the trees laden with light
and a dimness takes the room
and a meadow calm is in your eyes,
it forgives us, it presses in around us.

 

(Da Go Tell it to the Emperor: Selected Poems, a cura di Todd Portonowitz, Spuyten Duyvil Publishing 2019)

Pubblicato da

Critica Impura

Letteratura, filosofia, arte e critica globale.

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