Alba Gnazi, A phone call

A un certo punto mi è venuta voglia
con questa pioggia che addestra al buonumore
come quel sogno che dentro ci stava lo specchio
con dentro me e lo specchio
e me che chiedeva allo specchio
Ma la poesia non è perfettamente inutile?

Con queste file sparite dal bordo degli incroci
una a una come la mole sguincia della Torre
storpiata dal grigio

mi è venuta voglia
scalando la marcia, pian piano
la curva
di chiamarla al telefono
per dirle quella cosa importantissima
che ora non ricordo, che ora la chiamo
ora la chiamo
quella cosa importantissima che è
sentirla rispondere
e sapere che sa.

(Da Verdemare – cronologia inversa di un andare, La Vita Felice 2018)

Pubblicato da

Critica Impura

Letteratura, filosofia, arte e critica globale.

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