Ivana Maksić, Un mostro allo specchio

ČUDOVIŠTE IZ OGLEDALA

Ja sam čudovište.
To znači da sam ti majka.
Ali ja nisam majka.

Ja sam otac.
Ali ja dece nemam.

To znači da sam ti brat.
Onda sam čovek.
Ali ja sam isprva i uvek žena.

Životinja i duh.

Majka i telo.
Telo je žrtvovano tobom.
To znači da sam otac jer zavisiš od mene.

Našla sam grešku.
Prokrvarilo je.
To znači da više ne boli.

Ja sam besno čudovište.
Nisam majka, ni žrtva, ni brat, ni otac.
To znači da nisam niko ko bi tobom bio izazvan.

Tvoja sam sestra.

Skrcano ogledalo.

*

Un mostro allo specchio

Sono un mostro.
Significa che sono tua madre.
Ma io non sono una madre.

Sono un padre.
Ma non ho figli.

Significa che sono tuo fratello.
Quindi che sono un uomo.
Ma io sono originariamente e sempre una donna.

Un animale e uno spirito.

Una madre e un corpo.
Il corpo è sacrificato per te.
Quindi significa che sono tuo padre perché dipendi da me.

Ho trovato un errore.
Ha sanguinato.
Significa che non fa più male.

Sono un mostro furioso.
Non sono né una madre né un olocausto, non sono né un fratello né un padre.
Significa che non sono nessuno la cui esistenza sia stata causata da te.

Sono tua sorella.

Uno specchio in frantumi.

 

(Da La mia paura di essere schiava, Gilgamesh Edizioni 2015)

Pubblicato da

Critica Impura

Letteratura, filosofia, arte e critica globale.

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