Marco Bini, Ore trascorse a mordersi la coda

Ore trascorse a mordersi la coda
contano, eccome: sono ore vita
comunque si declini la nozione
riguardo l’utile e il tempo perso
il da farsi, il già fatto e il faceto
movimento del tempo quando annoda
i fili incustoditi in un gomitolo
serrato che non si apre con le dita.
Il piede piega alla posa del cane.
Il richiamo è uno schiocco trancia-vento
altro che un angolo ampio in eccesso
non dispiega davanti alla paura
della bocca che mastica e va a vuoto.
Così le zampe si fissano a terra
le unghie – dure – si fanno radici.

 

(Da Il cane di Tokyo, Giulio Perrone Editore 2015)

Pubblicato da

Critica Impura

Letteratura, filosofia, arte e critica globale.

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