Fabrizio Morlando, Juggernaut

E già, alla fine tutti i buoni propositi,
le geniali sentenze si schiantano dal cielo al suolo,
colpo su colpo, in mille concretissimi sogni,
sogni di puzzle, sogni a pezzi che al risveglio dimentico,
astri (s)cadenti, bocconi di carne esistenziale
a combattere corpo a corpo lo stesso orribile
vecchio Vietnam d‟incomprensione,
a denti stretti stesse lotte, le stesse pallottole
che entrano ed escono dalla testa
dei nostri Hemingway, dei nostri Cobain,
dei nostri pazzi tristi di sbornie tristi,
oh Gesù Cristo, non riesco a dimenticarvi,
non posso lasciare questo cuore
intasato bastardo di buio,
“rimettiti le scarpe, porta fuori il Silenzio
a balbettare alla luna, finché c’è tempo.”

 

(Da Caramelle dagli sconosciuti, LietoColle 2017)

Pubblicato da

Critica Impura

Letteratura, filosofia, arte e critica globale.

1 commento su “Fabrizio Morlando, Juggernaut”

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