Nanni Cagnone, E trasognando le vedi

E trasognando le vedi,
figure scarse,
livide come un delitto
o per sortilegio amorose.
Invidia d’una vita
senza le mie vertebre, un
non orgoglioso scorrere
facendo del sorriso
un’abitudine—come
in certe locande fuori mano,
sai, quando sbagli strada
e chissà dall’errore
cosa speri.

 

(Da Le cose innegabili, Avagliano Editore 2018)

Pubblicato da

Critica Impura

Letteratura, filosofia, arte e critica globale.

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