Luigia Sorrentino, Tutti i giorni erano caduti sul suo viso

tutti i giorni erano caduti sul suo viso
le ore di tutto l’essere erano
invase dalla sete

nell’angolo spento
cercò il riflesso dell’oceano
l’aveva attraversato uscendo dalla madre

la pioggia di vetro sulla strada
deserta aveva memoria di un uomo

 

(Da Inizio e fine, Stampa 2009)

Pubblicato da

Critica Impura

Letteratura, filosofia, arte e critica globale.

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