Beppe Costa, Senza sosta

questa forza che mi tiene ancora stretto
e questo folle andare d’avventura infinita
a questo confine che ci tiene legati
guardo cosa scorre attorno e ogni notizia falsa
che condividiamo senza potere imbracciare
ancora questi fogli e figli per combattere
con l’estrema risorsa acquisita dal vivere
passa il tempo e non esistono speranze
di quell’antico insegnamento umano
che per anni infantili ci ha circondati
sapendo che nessuna cosa poteva essere vera
ogni dio ha la sua tavola e la sua favola
e per questo muoiono ogni giorno
seppur credenti in migliaia
si affila l’arma e si concede il suicidio
a chi perduto ci provoca pena e solitudini
mai parola si spende per chi condannato a vivere
rimane con quei secondi che passano eterni
sulla pelle e sul cuore senza sosta

 

(Da La Terra (non è!) il Cielo, Gilgamesh Edizioni 2014)

Pubblicato da

Critica Impura

Letteratura, filosofia, arte e critica globale.

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