Luca Perrone, Mi consola la finitudine del Caos

Mi consola la finitudine del Caos
Sono perso in quest’Universo
Senza il profumo del tuo respiro
Se mi giro nel letto e non ti trovo

Un covo di ladri di speranze
Apre le danze spietate
Della sopraffazione; è maestro
Il rostro della zecca gelosa

E’ sorto un altro Sole
Più caldo e spensierato
La vecchia stella ha ceduto il passo
A una matassa d’ammirazione

La bellezza che ti porti appresso
Come accessorio e compendio
Non è che il vilipendio
Della mia anima grigia

Ma è già il tramonto e si manifesta
Il mirabile gesto inaspettato
L’inconcepibile candore esasperato
Del momento in cui taccio e tu mi baci

 

(Da Elle, RPLibri 2018)

Pubblicato da

Critica Impura

Letteratura, filosofia, arte e critica globale.

1 commento su “Luca Perrone, Mi consola la finitudine del Caos”

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