Francesco Salvini, Statue nude sul baratro dei giorni

Statue nude sul baratro dei giorni.
Eravamo marmo tra i tavolini
del bar, anche più gelidi
del neon lasciato acceso la mattina,
quando devi aspettare
un’ora alla fermata.
Così ci brucia il capirsi davvero,
infrangere quel giogo, la barriera
che stempera i nostri stanchi caffè.

 

(Da Sulla Segreteria, silloge inedita 2017)

Pubblicato da

Critica Impura

Letteratura, filosofia, arte e critica globale.

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