Flavia Cidonio, Dimenticanza

La forma di dimenticanza
che preferisco
è nominarti spesso
accompagnare
la tua immagine bendata
fra i discorsi
voltarmi, lasciare che si perda.
La tua ombra
non è mai stata così affilata:
grava su di me come un presagio,
mi ricorda che non ho scelta.
Sono costretta a perdere la memoria
perché il conto sia pari.
Ti rendo con un sorriso
tutto ciò che mi hai sottratto
continuo a chiamare il tuo nome
ma mai nelle stanze vuote.

Pubblicato da

Critica Impura

Letteratura, filosofia, arte e critica globale.

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