Gianni Iasimone, Notte

per banali motivi di sistemazione
oggi ho ceduto la stanza dell’infanzia
a un caro amico al paese in vacanza
qualche notte dormirò in quella
dove tutti ti hanno salutato
ma ho difficoltà a prendere sonno
sui muri ci sono ancora piccoli segni
lasciati dagli addobbi funebri di ottone
o dai paramenti di velluto e finto oro
galleggia nel bianco smorto un punto nero
− un ragno forse un chiodo − e altre macchie
di lacerati ormai spenti mutati colori
da riprendere da rifare cancellare
tanto restano in gola nelle pupille
nella notte che fuori scintilla
e qui con me veglia

 

(Da La Quintessenza, Arcipelago Itaca 2018)

Pubblicato da

Critica Impura

Letteratura, filosofia, arte e critica globale.

1 commento su “Gianni Iasimone, Notte”

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