Beppe Salvia, I miei malanni si sono acquietati

I miei malanni si sono acquietati,

e ho trovato un lavoro. Sono meno

ansioso e più bello, e ho fortuna.

È primavera ormai e passo il tempo

libero a girare per strada. Guardo

chi non conobbe il dolore e ricordo

i giorni perduti. Perdo il mio tempo

con gli amici e soffro ancora un poco

per la mia solitudine.

Ora ho tempo per leggere per scrivere

e forse faccio un viaggio, e forse no.

Sono felice e triste. Sono distratto

e vagando m’accorgo di che è perduto.

 

(da Cuore (cieli celesti), Rotundo, 1988)

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