Gian Ruggero Manzoni, Albe di una morte

L’opera d’arte che contenga

lucida teoria o concetto dimostrato

è come l’oggetto sul quale si appone il prezzo

di cui lo sconto diviene possibile

non certo l’aumento.

Impossibile tornare all’Origine

e a quella precisa e figurale dissolvenza.

Ora il profilo non può essere netto

sgranato è il codice del poeta

sbriciolata l’iscrizione del pittore.

 

Il lutto di ciò che si è perduto

grava da secoli.

I sedimenti, i fossili e gl’inchiostri

creano del mondo un altro mondo

così che la vita non è il frutto

di un sol giorno, ma di settimane

mesi, anni

e di infinite maternità

che l’artista porta nel grembo.

 

Lo stile è in rapporto con l’anima

e con le tappe della vita,

con quelle creature dell’acqua e

dell’aria, con quei simboli

di attraversamenti e passaggi,

con quelle sedimentazioni e

quelle architetture diafane

che corrono sul respiro.

Albe di una morte

che rappresenta l’onda e il vertice.

Un soffio di energia

rimasto incastonato nel metallo.

 

(Inedito)

 

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