Tiziano Fratus, Null’altro

 

La
natura
è tornata a far
parte dell’eredità cardiaca
dell’umano. Ancora non lo ha
abbandonato del tutto. Radici, foglie,
semi, ombre, nidi e canti fra le fronde. E un
passo che si avvicina. La mano di un uomo si
abbassa e sfiora l’acqua
gelida di un torrente. Ma non è la mano, è
la sua mente. È il pensiero che vaga in
questo mondo fuori dal mondo.
Egli è quel che il bosco
non pensa

 

(Inedito da Nuova poesia creaturale [liriche 2000-2018])

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