Antonino Contiliano, Ammarare

a Fabiola Filardo

addosso e di gravità nudo-rosa
ondoso ammararti un tachione
di sogni scende vento solare
ai polsi toujours un clinamen

sgolarti (persa bava arsa) i fianchi
fibroso nella notte il desiderio
e d’ieri finirti montando le febbri
il desiderio delle alghe tra le cime
qui dove lo scoglio di Capo Boeo
un montar demente tra-monti
due racconta rocche rizoma
inquieto orgasmo e spasmi
e un sale sto di pelli impasto
non un cielo le cosce scala
ma una carne di scava e deliri
un pasto infedele e snodoso

stargate danzano le streghe
la luna marose naviga dune
le dune del deserto intorno
vagabondo…

un sciame d’ali nudo d’hiver
sciama la porta delle stelle
e giù una colata di vertigine
fughe hi-tech in lingua d’oc
e da te di te nate sver-gi-nate

a tramonto che più chiedere al tramonto
se non un balzo di scintille sulle onde
la danza di un sasso prima dell’affondo
e all’orizzonte della cala un guizzo rosso-fuso?

 

(Inedito)

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