Giuseppe Nibali, Sei un nome e un corpo

Sei un nome e un corpo
a parziale conforto, un salice:
la tua schiena come a dire già
l’inascoltato. Non siamo ancora, Cassandra,
uomini nuovi, perché si muore senza sepoltura
così accetti prima l’essere nuda
aperta sul letto, da sola in un lampo di guerra,
senza baci, eppure qui e familiare.

Non ha nessuna novità questo tuo stato
esiste per sempre il tuo grembo
che arrochisce, che copri con la mano.

 

(Da La Voce di Cassandra. Studi sul corpo di una vergine, Origini Edizioni 2015)

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