Eugenio Lucrezi, Fratelli

a Bernardo Kelz

 

la fratellanza aggiunge alla rinfusa,

se fosti tolto fu per dare terra

a una nuova radice, non fa niente

se la voce che parla dice forte

di stare al posto tuo. Qui, riparato

date, il vento mi travolge. Abilitato

dal debito degli anni, prendo tempo,

convoco folle nuove al tuo cospetto.

Ma dare non è un dono, è la ventura

di chi nell’ecatombe chiude gli occhi.

Il tempo che mi prendo non mi è dato

da te, solo sfiorato nell’oscuro

dei sangui e delle lacrime. Nessuno

volle unirci nell’abbraccio. Ciascuno

per l’altro in conosciuto. Poco meno

di Dio, praticamente.

 

(Da Nimbus, Eureka Edizioni 2015)

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