Gabriele Xella, Le frontiere trattengono una veste d’organza che è accarezzata dal vento

Attraverso veli in cielo non più oppresso da una matrice di stampa
Sintomaticamente ti arrendi al puro vortice di Settembre
Stai piangendo, ti mordi il labbro nella rovina immaginaria
Le dita che porti alla bocca sotto un tetto di osservazione tra il filo spinato
Generano stelle gemelle venute al mondo
Anche se io non potessi raggiungerti alla foce dorata della fuga
Si manifesteranno le farfalle del desiderio nel mio giardino in fiamme.

(Da Regina immagine/Principe libertà, silloge inedita)

Pubblicato da

Critica Impura

Letteratura, filosofia, arte e critica globale.

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