Gabriele Xella, Primo Giardino

Il grande incendio nell’impero quotidiano a pendolo

Lascia intere generazioni come dipinti di Goya

Guerre cinetiche mentre i grandi diademi crollano come cardi nella tempesta

In un Europa fredda nel balenare di una lampadina di un qualunque mattatoio all’alba

Il giunco non abbandona l’abbraccio come se gli fosse proibito dalla terra

Paradiso terreno di liberazione Gesù

Ti stringo nel mentre ti vedo piangendo e lungo piste nomadi vai

Verso una via armonica che pratica carezze con il respiro delle strade di foglie

Per non aver mai il tuo morire tra queste mie braccia

Prendo l’impronta della morte e della vita.

 

(Da Regina immagine/Principe libertà, silloge inedita)

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