Fabrizio Strada, L’incredibile poema letale di Julian Malebranche

Lasciarsi alle spalle la pianura
gettandosi in un eden di schiuma di cannella
sfregiato da un inverno spietato
il cuore a mezz’aria
il teschio morbido curvo verso le onde.
Ed eccomi nel lento capitolare
come in fasce
scortato da uno stormo di frecce,
dolce ronzio dell’abbandono
nell’incanto dello schianto
per sempre
in male aperto.

 

(Da In Male Aperto, Formebrevi Edizioni 2016)

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